I vostri racconti di gite e soggiorni

 

Le mie "cartoline" dal viaggio in Olanda

 

 

 di Lucienne Rosset

 

GITE – Olanda - Carissime/i,

come alcuni di voi sanno, a metà agosto ho fatto un giro in Olanda, iniziato male: prima ho dimenticato il passaporto dovendone fare uno provvisorio e cambiare volo - non proprio a gratis! - all'aeroporto di Zurigo ....  e oltre tutto i bagagli sono arrivati con 2 giorni di ritardo!!).

 

Ma poi le cose si sono messe a posto: ho visto tante bellissime strade (con molte biciclette e poche macchine!), canali, cattedrali, musei. Il Reijks e lo Stedelijk sono stati ristrutturati e riaperti da poco: grandiosi. Poi c'è quello delle Scienze  progettato da Renzo Piano e il Museo dei Gatti in

un'antica casa al Kaisersgracht.

Ho approfittato del fatto che c'erano un po' di amici e che il "nostro" violoncellista Nikolay Shugaev aveva alcuni recital  alla International Holland Music Session con la pianista Elena Popkova in meravigliose chiese... 

...e allora salutoni e abbracci olandesi da Lucienne.

 

(Foto di Lucienne Rosset)

 

 

 

Gita a Corippo: il comune meno

abitato di tutta la Svizzera 

 

 

GITE – Corippo – Valle Verzasca - Ticino – Il paesino di Corippo è magnifico: tutto in pietra incastonato perfettamente nel contesto naturale del versante destro della Val Verzasca a meno di 20 minuti da Tenero e meno di mezzora da Locarno/Ascona. 

Vi sono splendidi itinerari per raggiungere Corippo, tra i quali segnaliamo quello che parte dal noto “Ponte di Lavertezzo”, da qui si prende il sentiero per Corippo: una camminata facile di 1 ora e 10 minuti.

Sulla strada Valle  Verzasca si passa da Vogorno e prima di Lavertezzo c’è l’indicazione di svoltare a sinistra per Corippo.

Corippo, detto Corìpp in dialetto ticinese, è un comune del Canton Ticino che nel 1795 contava 269 abitanti, oggi ne conta circa 12: ha il record di comune meno abitato della Svizzera. Nella gita a Corippo è compresa una sosta al Lago di Vogorno.

 

Visitate il sito Svizzera a piedi per:

tempo di percorso, mappa, alloggi, trasporti pubblici e curiosità riguardanti la gita a Corippo!

 

 

Visitate sito ufficiale del comune di Corippo .

 

“Recentemente Corippo è stato il luogo principale delle riprese del Film “La Valle delle Ombre”, 2009 - regia di Mihály Györik (www.thevalley-film.com)”.

 

Avvertenza!: telefonate con un buon preavviso all’osteria del luogo per chiedere un menù vegano, altrimenti… PRANZO AL SACCO

 

 

 

 

 

 

SABATO 20 OTTOBRE: UN SABATO VEGAN NEL PARCO!

 

 

- Associazione Vegani Italiani – ONLUS - Associazione Il Tuo Parco - VeganLAB.it PRESENTANO:

 

“TORINO GREEN DAY: UN SABATO VEGAN NEL PARCO”.

 

Una giornata eco-logica dedicata a grandi e piccini! Ingresso gratuito, pranzo a offerta libera - WORKSHOP DI CUCINA VEGAN gratuiti con VeganLAB - INCONTRI, dibattiti e conferenze su Alimentazione, Ambiente e diritti degli Animali. - AREA ECOMAMME gestita da Claudia Maffi e Federica Fassola: - ANGOLO DELLA POPPATA a disposizione delle neomamme dove allattare i propri bambini in un ambiente tranquillo e riservato.

 

Saranno organizzate dimostrazioni sull’uso della fascia portabebè, conferenze sull’allattamento, pannolini lavabili e giochi.

Ospiti: - Renata Balducci (Presidente Associazione Vegani Italiani-ONLUS) - Igor Bragato (Quantic Publishing & Comitato Etico Associazione Vegani Italiani) - Rossella Robertazzi (Responsabile VeganLAB Piemonte) - Laura Meccheri (Coordinatrice VeganLAB Italia) - Claudia Maffi (ecomamma vegan) - Marco Notari (cantautore animalista). - Sea Shepherd Conservation Society sarà presente con i suoi volontari di terra.

 

Un info-point, filmati, gadgets e con un intervento di Luca Frattini (Guardiano della Baia di Taiji in Giappone) che vi racconterà la sua testimonianza sui massacri di delfini che hanno reso tristemente nota questa sperduta cittadina del Sol levante. Inoltre sarà inaugurata ufficialmente la nuova mostra “Sea Shepherd Conservation Society – Storia di 35 anni di azione diretta per la salvaguardia degli Oceani”.

 

 

 

 

I vostri racconti di gite e soggiorni

 

Passeggiata facile e panoramica: Cima di Medeglia

 

GITE – Cima di Medeglia – Ticino - Volevo mandarvi un saluto da un posto molto interessante che ho scoperto da poco: Cima di Medeglia a 1260 m. Abbiamo fatto una piacevolissima passeggiata, partendo da Medeglia, comune del Luganese raggiungibile dalla strada cantonale del Monte Ceneri. Medeglia fa parte della Val d'Isone, un territorio che resta quasi nascosto, a sud del Monte Ceneri. Ci siamo passati tante volte sotto senza mai approfondire la conoscenza di questi luoghi belli e così vicini e facili da praticare.

Le foto mostrano felceti, betulle, zone palustri, romantici fiorellini e la cima con i suoi infiniti panorami incluso quello su montagne come il Camoghè, il Bar e i monti del locarnese fino al lago Maggiore e poi verso sud, spunta uno dei "Denti della Vecchia" e sotto si vede il lago di Lugano. Che dire? Molto bello.

Vi raccomando questa bella passeggiata e vi indico il percorso che abbiamo fatto:           

uscita autostradale di Rivera, direzione Bironico, si sale a Medeglia si può posteggiare in vari posti pubblici. Il sentiero: 

Canedo (840 m), Troggiano (1065 m), Sopra Canaa (1140 m), Cima di Medeglia (1260 m).

Un saluto da Antonio da Roma

Luglio 2012 

 

 

 

 

 

 


 

Presentato anche a Lugano il settimo libro della Collana Arte&Storia sulla presenza elvetica in Italia

 

TORINO, QUANTA BELLEZZA! GRAZIE ANCHE ALLA GRANDE ARTE DI SVIZZERI E TICINESI

 

 

 

GITE – Italia – Torino - Giorgio Mollisi dirige Ticino Management rivista di finanza e cultura, ma di formazione è uno storico dell'arte e si occupa di questa materia da oltre quarant'anni. La sua specializzazione riguarda gli svizzeri presenti in Italia e gli "artisti dei laghi" cioè del bacino che interessa il Canton Ticino e parte della Lombardia, vale a dire dal Sopraceneri al Lago di Lugano fino al Lago di Como. Bacino che comprende oltre ai ticinesi, i campionesi, valdintelvesi e i valsoldesi.

In una recente conferenza all’Università di Lugano è stato presentato il libro “Svizzeri a Torino” dal Quattrocento ad oggi, presenti personalità istituzionali e accademiche italiane e Svizzere, tra cui l’architetto ticinese Mario Botta. Dopo l'incontro abbiamo chiesto all’Autore alcuni dettagli sulle brillanti attività degli elvetici a Torino, i quali oltre ad eccellere nel campo artistico che vede in primo piano la maestria ticinese, si dimostrano abili fondatori di iniziative economiche, industriali e finanche sportive come il Torino Calcio (A. Dick) e la Juventus, oltre a società ginniche di rilievo.

Quando ha iniziato a occuparsi di svizzeri in Italia?

«Quando il mio editore Valerio de Giorgi, propose a me e ad un'altra storica di fare una rivista, "Arte&Storia", una decina d'anni fa. In seguito ho voluto parlare, attraverso vari libri, non solo delle opere d'arte in Ticino e in Svizzera ma di verificare anche cosa avevano prodotto gli svizzeri in Italia in vari campi. Dall'economia, alla storia, dalla cultura, all'arte e persino allo sport».

Con quest'ultimo volume quante tappe ha svolto sulla presenza degli svizzeri in Italia?

«Siamo al settimo numero di questa serie nata sette anni fa. All'inizio erano testi divulgativi di non oltre 150 pagine circa; il primo è dedicato a Genova, il secondo a Napoli, il terzo a Milano, il quarto è dedicato a Roma... ».

È con Roma che iniziano i volumi di ben oltre le 150 pagine.

«Sì perché ci siamo accorti che questo era un filone veramente interessante. Ho trovato molta disponibilità nelle Università italiane ed europee, di persone che erano disponibili a fare della ricerca e a scrivere su questi temi. Ci siamo poi dedicati a Venezia, Firenze, Bergamo ed infine a Torino».

Oggi la città della Mole sembra rinata, desta interesse nell'ambiente culturale, editoriale e cinematografico.

«È vero. Ero stato a Torino trent'anni fa, e devo dire che l'avevo trovata abbastanza sporca, piena di traffico e poco accogliente. Vi sono ritornato due anni fa e ho trovato una città trasformata, interessante e molto bella. Sono tornato per guardarmi attorno, dato che volevo fare questo volume in occasione dei centocinquant'anni dell'Unità d'Italia, perché volevamo dire agli italiani che una fettina dell'Unità d'Italia è stata fatta anche gli svizzeri, in modo particolare dai ticinesi».

Quest'ultimo è un volume ponderoso che batte tutti gli altri con le sue settecento pagine: come mai?

«Per un motivo ben preciso, e cioè che la presenza degli svizzeri a Torino è massiccia in tutti i campi. Dall'economia, alla storia, dalla cultura, all'arte e persino allo sport. La presenza dei ticinesi è grande nella storia dell'arte».

Quanto tempo e quanto lavoro hanno comportato la sua stesura?

«Fare un volume così, in poco tempo, non è semplice, è una fatica immane. Si deve disporre di persone molto disponibili e che stiano facendo ricerca magari nel settore che rientra negli argomenti del libro. Qui fortunatamente abbiamo trovato alcuni ricercatori del Politecnico di Torino, che si stavano occupando di alcuni autori ticinesi e poi alcuni professori anche svizzeri che si sono messi a far ricerca d'archivio. Addirittura la professoressa Laura Facchin ha realizzato un repertorio di artisti ticinesi a Torino, che è il primo così completo. La prof. Facchin ha curato con me il volume e ha dato una grandissima mano coordinando anche i professori e gli storici dell'arte torinesi». 

Quali opere e personalità l'hanno colpita di più tra gli svizzeri che hanno lasciato la loro impronta a Torino?

«Arrivare a Piazza Castello e vedere il monumento dello scultore Vincenzo Vela davanti a Palazzo Madama e di fronte a Palazzo Reale, è stata la prima grande emozione. Vela rappresenta a Torino la presenza artistica e patriottica ticinese, poiché è un grande patriota che combatte nelle guerre risorgimentali per l’Italia. Una figura che è la sintesi di idealismo e arte del Canton Ticino. A Piazza Castello, entrando nell’androne del Comune, c’è il grande monumento del Vela a Vittorio Emanuele II. Sempre del Vela sono due statue in marmo, veramente belle, delle regine Maria Teresa e Maria Adelaide, che si trovano nel santuario della Consolata, una favolosa chiesa molto interessante».

Percepiva la presenza quasi fisica di questi nostri artisti.

«Sì, era come essere a casa; tu giri l'angolo, entri in un palazzo o in una chiesa e, ovunque ti trovi c'è una presenza ticinese. È chiaro che uno storico dell'arte coglie le cose al volo, ma anche un profano se gira con una guida comincia a conoscere e ad amare tutte queste meraviglie».

Poi c’è la Reggia di Venaria Reale, appena restaurata.

«Si tratta di una piccola Versailles torinese. Da notare che una parte della Venaria è stata progettata dall’architetto di corte Michelangelo Garove di Campione. Ovunque, in un palazzo o in una chiesa, c’è una presenza ticinese. Sono emozioni da brivido che, durante la conferenza di Lugano, ho tentato di comunicare ai ticinesi, perché penso che pochi conoscano le stupende creazioni dei nostri artisti. In parecchie chiese ho visto i marmi “macchia vecchia d’Arzo”. Un marmo estratto in questo comune del Mendrisiotto e conosciuto in tutto il mondo come uno dei più pregiati. È impressionante anche pensare al loro trasporto dal Canton Ticino fino Torino, se si pensa che siamo nel 1600... ci si chiede come facessero». 

Quali altre opere non si devono mancare se si è in visita a Torino?

«L'edificio emblema è Palazzo Reale che custodisce straordinarie opere di artisti ticinesi. Ed è formidabile perché, ancora oggi, se si entra in ambienti come l’Alcova del re e della regina, si possono ammirare sculture in legno, a grandezza uomo e anche più alte, oltre ad un baldacchino in legno dorato che sono opera soprattutto di un ticinese, Quirico Castelli di Melide. Siamo a metà del Seicento e questi sicuramente sono tra i pezzi da non perdere. Anche perché fortunatamente questo è rimasto fino ai nostri giorni».

Perché fortunatamente?

«Perché il resto è stato tutto distrutto. A Palazzo Reale sono rimaste poche decorazioni a stucco dei ticinesi, dato che ogni re o duca che si avvicendava rifaceva gli ambienti. Nei giardini della Venaria Reale c'era il Teatro di Diana, enorme, pieno di statue e giochi d'acqua con sculture di Bernardo Falconi di Rovio e dei Casella di Carona. Ebbene fu distrutto. Qualcuno prese alcune statue le portò nel Castello di Govone a quaranta chilometri da Torino. Si trovano incastonate nel portico d'accesso del Castello. Meno male che sono state sistemate così, se no le avremmo definitivamente perse».

A parte l'antagonismo di chi andava al potere ed eliminava i segni del predecessore, per quali altre ragioni si distruggevano così facilmente le opere d'arte?

«Cambiava il gusto. Se si sposa una francese allora arriva il gusto alla francese, poi arriva la consorte austriaca e subentra un altro stile e così via, cambia tutto».

Un altro edificio che i ticinesi dovrebbero visitare?

«Il Valentino. Il castello, in gran parte restaurato, è oggi sede del Politecnico di Torino. Ebbene, qui c'è il capolavoro di Alessandro Casella, ma tutte le sale sono dei capolavori di pittura e scultura in stucco di questa famiglia ticinese, i Casella di Carona. Per me che studio lo stucco da quarant'anni, quelli di Alessandro sono, i migliori stucchi del Seicento che esistano al mondo».

Cosa hanno di particolare?

«Questo Casella rappresenta volti che non sono delle facce normali: alcuni ghignano, altri sorridono, altri ancora si prendono in giro... è un gioco continuo d'espressioni. È un artista favoloso che ha fatto un lavoro pazzesco, poi continuato da suo figlio. Anche per questo il Valentino è assolutamente da vedere».

Proseguiamo questo interessante tour con...

«La chiesa di San Francesco, dove c’è la cappella Sant’Anna dei Luganesi, meravigliosa. Non dimentichiamo però un altro autore, che confesso non conoscevo: Giuseppe Frizzi architetto urbanista nato a Minusio, vicino a Locarno. Nientemeno ha progettato Piazza Vittorio, una delle più grandi piazze d’Europa, con i palazzi a forma di ferro di cavallo, il vialone davanti, e in fondo la chiesa Gran Madre di Dio con, di fronte, una statua del ticinese Giuseppe Gaggini».

Non dimentichiamo nemmeno Angelika Kauffmann.

«Certo, dato che i suoi dipinti si trovano in tutte le città più importanti d’Italia. A Torino, alla Galleria Sabauda, c’è sono suoi quadri molto belli, una Sibilla che si svela e una Sibilla che legge. Citare tutti è impossibile, ma gli appassionati troveranno nel libro nomi ed opere al completo, fino ad arrivare ai nostri giorni con il Centro diocesano del Santo Volto, dell’architetto Mario Botta, una realizzazione splendida inaugurata nel 2006. Questo è lo straordinario percorso svizzero e ticinese dalla fine del Quattrocento agli anni 2000».

Annamaria Lorefice

 

 

 

Nella copertina del libro curato da Giorgio Mollisi (sopra), la statua dell’Alfiere, di Vincenzo Vela uno dei maggiori scultori ticinesi dell’Ottocento, posta in Piazza Castello a Torino. 

Il volume “Svizzeri a Torino” della Collana Arte&Storia (dopo quelli dedicati a Genova, Napoli, Milano, Roma, Venezia, Firenze e Bergamo) è stato presentato all’Università di Lugano, lo scorso 15 febbraio, dove hanno preso la parola: Giorgio Giudici (Sindaco della Città di Lugano), Massimo Baggi (Console Generale di Svizzera a Milano), Giovanni Maria Ferraris (Presidente Consiglio comunale di Torino), Laura Facchin (Università degli Studi di Verona), Mario Botta (Accademia di architettura dell’USI), Costanza Roggero (Politecnico di Torino), Carla F. Gütermann (storica e saggista) e Andrea Spiriti (Università degli Studi dell’Insubria). Prima di Lugano, il volume era stato presentato lo scorso 21 novembre a Palazzo Reale di Torino, nel Salone degli Svizzeri, dove hanno partecipato numerose autorità svizzere e italiane, celebrando così il 150esimo dell’Unità d’Italia nel ricordo dei volontari svizzeri e ticinesi che combatterono al fianco dei patrioti italiani nelle guerre risorgimentali. 

 

 

 

 

 

Mario Venzago, intervistato dopo l'8.va di Bruckner al Konzerthaus
Mario Venzago, intervistato dopo l'8.va di Bruckner al Konzerthaus

I vostri racconti di gite e soggiorni

 

BERLINO È VERAMENTE FAVOLOSA

PER PASSEGGIATE, NATURA E TANTA CULTURA 

 

GITE – Germania – Berlino - Lucienne Rossetregista musicale e presidente di Ceresio Estateha svolto recentemente un bellissimo viaggio a Weimar e Berlino. Con un programma super pieno, perciò la "cartolina" è arriva solo a ritorno avvenuto. 

Così racconta Lucienne Rosset:

«A Weimar volevo andare già da tempo, soprattutto per la sua tradizione culturale ancora molto viva con nomi (e in gran parte anche loro abitazioni e musei) quali Bach, Goethe, Schiller, Liszt, Wagner, Nietzsche, il Bauhaus... e altri ancora, come ben sapete. In 2 giorni mi sono fatta una piccola idea, è comunque una cittadina molto affascinante, e c'era pure una mostra su Liszt che mi ha fatto rivedere di parecchio l'immagine che avevo su di lui - sopra tutto la sua apertura "europea" e la sua poliedricità, faceva anche da manager a Wagner e voleva già allora (cioè oltre 160 anni fa) fondare un'accademia universale delle arti (ma il Granduca lo trattenne).

 

A Berlino sono stata dalla mia amica Jutta e ho incontrato un sacco di amici dai tempi di Detmold. Ho superato tutti i miei record, partecipando a 3 concerti con grandi direttori nel giro di 26 ore (Harnoncourt, Rattle e Venzago, vedi foto), inoltre in questi 8 giorni (cioè Weimar compresa) a 4 rappresentazioni teatrali tra cui opere di Goethe, Schiller, una pièce di Brecht e una prima assoluta, 8 musei o mostre, visita di un giardino botanico vastissimo e diverse passeggiate... Tra le mostre, una del fotografo americano Eugene Smith (1918-78) con immagini fortissime e di assoluta perfezione, come si può solo intuire dalle purtroppo non ottime riproduzioni da internet. Berlino è veramente favolosa e quasi sempre soleggiata, anche se bisogna abituarsi alle distanze, dovendo uscire almeno 1 ora  e 1/2 prima dell'inizio di un evento, sfruttando al meglio i vari metrò, bus e tram.

 

Vi posso solo consigliare di visitarla, come tutto l' "ex-est" della GermaniaDresda, Lipsia, Chemnitz, Weimar appunto, l'Erzgebirge, ma anche le città e i paesaggi del Nord come Stralsund, Wismar, l'Isola di Rügen... La gente è molto cordiale e - last  but not least - i prezzi piuttosto bassi!»-

 


Lucienne Rosset

 

Lucienne Rosset

Regista musicale

Presidente di Ceresio estate

 

Foto di L. Rosset

 

 

Soggiornare a Gerusalemme, in modo semplice e profondo, nella foresteria del Monastero di Santa Chiara
Soggiornare a Gerusalemme, in modo semplice e profondo, nella foresteria del Monastero di Santa Chiara

 

ALLE PORTE DI GERUSALEMME, NEL GIARDINO DEL NOSTRO MONASTERO C'È UNA PICCOLA FORESTERIA... 

 


Di Suor Chiara Cristina


Gerusalemme – Soggiornare all'estero - Il nostro monastero ha, nel giardino esterno, all'interno del grande muro di cinta, una piccola foresteria, meno di dieci stanze. È la nostra principale fonte di rendita, insieme alle ostie e alle icone e, ultimamente, a rosari, candele e ricami. Ci permette di vivere del lavoro delle nostre mani, come ci chiede Chiara. Ma è anche un osservatorio privilegiato, alle porte di Gerusalemme.

Se anche volessi provare a presentarvi i nostri ospiti, l'impresa sarebbe impossibile, tanta è la varietà e l'unicità di ognuno, quanto a provenienza, età, lingua, religione, motivazioni del loro venire a Gerusalemme. 

Uomini e donne di tutte le età, dai bambini con i loro genitori, ad anziani; da chi viene per la prima e l'unica volta nei Luoghi Santi a chi ci torna regolarmente anche due volte l'anno, fino a padre Jack, che ha festeggiato lo scorso anno il suo cinquantesimo viaggio (nonché soggiorno da noi).

C'è chi esce la mattina all'alba e rientra a notte fonda per sfruttare al massimo il suo soggiorno, a chi fa colazione con calma nel nostro giardino affascinato dal sole gerosolimitano e dalla sua particolare luminosità e vi passa lunghe ore semplicemente sapendo che si trova nella Città santa, a pochi passi da tanti luoghi della memoria, ebraica e cristiana ... prendendosela con calma.

C'è chi viene dalla Galilea per approfittare dell'intensa attività culturale della Città di Dio, chi viene dalla vecchia Europa, o dalla Norvegia, dall'Olanda, dai Paesi dell'Est, dalle due americhe ... dalle metropoli come dai piccoli villaggi ... pellegrini, turisti, studenti, palestinesi che tornano a casa per portare il loro contributo economico alle loro famiglie o ebrei che hanno i genitori, i figli o gli amici che vivono nel nostro quartiere e per i quali è comodo dormire da noi e raggiungerli durante la giornata.

E ancora: pellegrini pii e devoti, studenti o professori universitari qui per conferenze o convegni, turisti che non possono non spingersi fino alla Città santa ma che arrivano abbronzati dal sole e dal mare di Eilat; religiosi e religiose che vengono da lontano o da vicino per riposare e ritirarsi nel nostro piccolo eremo.

 

Alcuni partecipano alla nostra preghiera, altri fanno yoga in camera; sono cristiani di tutte le confessioni, ebrei piuttosto liberali o giudeo messianici sempre gioiosi. Qui anche in un sorriso o un saluto nelle diverse lingue consiste il dialogo interreligioso!

C'è gente che si meraviglia del fatto che chiediamo solo il giusto, e profeti stralunati che approfittano dell'accoglienza monastica procrastinando ad un futuro ipotetico n pagamento. Noi offriamo un servizio molto semplice, solo per la notte e la colazione (anch'essa autogestita perché i nostri ospiti ... non hanno orari!), ma c'è una piccola cucina ad uso degli ospiti e anche lì si aprirebbe un capitolo interessante: c'è infatti chi mangia esclusivamente come nel suo Paese e chi fa invece uno sforzo di inculturazione a base di humus, pite, laben e avocado. A scelta. Chiaramente il caffè italiano è conosciuto da tutti e preferito sia a quello arabo che a quello israeliano!

Oserei dire che, per noi, questa piccola e sempre affollata foresteria, è più di un osservatorio privilegiato, è un modo semplicissimo e silenzioso di dire Gesù Cristo, di esprimere il volto e il modo del nostro essere qui, una presenza discreta e orante, un luogo tipicamente francescano fatto di pietre e di verde (anche se il verde-grigio di Gerusalemme!), uno spazio fraterno e pacifico alle porte di Gerusalemme.

Anche questo può essere un modo di vigilare, sentinelle silenziose, non sulle mura, ma sulla soglia della città di Dio, domandando pace per la Gerusalemme di quaggiù e costruendo così la Gerusalemme di lassù.


Suor Chiara Cristina

Monastero Santa Chiara Gerusalemme

 

Articolo tratto dal n. 3 - 2011 di Terrasanta 

www.terrasanta.net/tsx/articolo-stampabile-terrasanta.jsp?wi_number=3077&wi_codseq=TS1103

 


Edizioni Terra Santa srl Unipersonale

Via Gherardini, 5 I 20145 Milano (Italy) Tel +39 02  34592679 I Fax +39 02 31801980 

www.terrasanta.net I   www.libreriaterrasanta.it


 

Foto: www.ics.ww.com

 

 

 

 

Canton Ticino, Malcantone, ai confini con L'Italia. Lo splendido panorama sul Monte ¨ema. Gita consigliata dalla grande alpinista Silvia Metzeltin. Foto Malcantone Turismo
Canton Ticino, Malcantone, ai confini con L'Italia. Lo splendido panorama sul Monte ¨ema. Gita consigliata dalla grande alpinista Silvia Metzeltin. Foto Malcantone Turismo

UNA GITA SUL MONTE LEMA, ANCHE PER "RIFLETTERE SUL CONFINE"

 

Gite - Lugano - Silvia Metzeltin, alpinista, scrittrice e giornalista svizzera famosa nel mondo oltre che per la conquista di parecchie vette a quota 6000 metri, anche per i numerosi incarichi in organismi internazionali alpinistici e scientifici. Silvia Metzeltin, tra le molte attività che svolge in Italia dagli anni ‘50, insegna anche all’Università dell’Insubria a Varese. Classe 1938, continua ad allenarsi e a scalare montagne con immutata passione.

Dunque, la grande alpinista Silvia Metzeltin interviene su Goodlyswiss per ricordarci che ci sono gite semplici e fattibili per tutti, anche per gli anziani e i bambini. Si tratta di percorsi di una giornata, che sono vicini a casa, economici e che garantiscono una gran bella visione della natura: bastano buoni scarponi, uno zainetto con le provviste e l'entusiasmo di camminare.

Silvia Metzeltin, ci consiglia una gita possibile per tutti, famiglie e persone anche sopra i sessanta anni?

«Direi che proprio il Lema, sotto il quale io vivo, nel Malcantone. E' meravigliosa la zona e tutto quello che c'è intorno al monte Lema. Pertanto io propongo ai lettori di Goodlyswiss di percorrere tutta la cima tra il Tamaro e il Monte Lema».

Sul crinale della montagna?

«Guardi che non è pericolosa o impossibile, anzi. Si può andare al passo che si vuole, basta partire presto il mattino. Una volta sul Lema è bello scendere verso la Val Veddasca e soffermarsi lì, nel paesino delle aquile. Per poi comprendere che c'è una differenza tra i termini "frontiera" come la si vuole intendere oggi e "confine". C'è tutta una storia lungo queste montagne che fa capire che l'umanità non è poi così diversa sui due lati. Diverso è il contesto politico, sul quale è giusto riflettere. Camminando su queste creste di confine, guardandosi intorno - tra l'altro sono panoramicamente tra le più belle che noi abbiamo nelle nostre Prealpi - direi che possiamo riflettere anche su queste cose, oltre che sulla bellezza della natura in sé... ».

Riflettere cercando in questa parte di Malcantone gli angoli che forse permettono un po' di silenzio.

«Certo, osservando attorno una natura che è un vero quadro impressionista. I colori autunnali che possiamo osservare ora non sono stupendi? Un godimento per lo spirito! Adesso, dopo l'ultima corsa della funivia del Monte Lema che ha lavorato tanto durante la bella stagione, ecco che la montagna ritorna più solitaria e uno ci può andare tranquillamente a farsi i suoi giri salendo sia dall'Italia che dalla Svizzera attraversando di qua e di là il confine come si vuole...».  

                                                                                                          Annamaria Lorefice


 www.malcantone.ch

 


terra Santa, la Terra della Parola
terra Santa, la Terra della Parola

 

UNA BELLA E PARTICOLARE INIZIATIVA, UNICA NEL SUO GENERE

ANTICHE MAPPE DI TERRA SANTA

dal Cinquecento al Settecento

 

GITE - Milano - 8 - 26 NOVEMBRE - Le antiche mappe di Terra Santa, dal Cinquecento al Settecento, in mostra a Milano, www.edizioniterrasanta.it : valgono una gita nella città meneghina.

Un'occasione unica per conoscere una straordinaria collezione di Francesco Pettinaroli, Autore del libro "La Terra della Parola".

(...) Dobbiamo ricordare - afferma Pettinaroli -  che la Terra Santa è il soggetto della prima mappa stampata della storia (mappa che è inclusa nel Rudimentum Novitiorum sive chronicarum historiarum epitome di Lucas Brandis de Schass, Lubecca, 1475) e che per molti secoli la Terra Santa è stata il soggetto più importante della cartografia....


La mostra aprirà l'8 novembre fino al 26 dello stesso mese.

per ogni informazione: www.edizioniterrasanta.it


Edizioni Terra Santa srl Unipersonale

Via Gherardini, 5 I 20145 Milano (Italy) Tel +39 02  34592679 I Fax +39 02 31801980 

www.terrasanta.net I   www.libreriaterrasanta.it

 

 



Gita sul Bernina Express.
Gita sul Bernina Express.

UN TRAGITTO TRA I PIÙ SPETTACOLARI AL MONDO: UNA GITA SUL BERNINA EXPRESS

 

GITE - Coira - Signori si parte! Saliamo a bordo del treno che da ben 100 anni ha il compito di condurci nei luoghi della bellezza: il Bernina Express, chiamato anche Trenino del Bernina o Trenino Rosso. Il completamento della ferrovia Bernina risale al 1910, appunto un secolo fa. Da Coira a Tirano, gli scenari che vediamo scorrere dolcemente dal finestrino c’impongono un’ammirazione silenziosa; altro che futili conversazioni per ammazzare il tempo durante il viaggio! Qui gli strepitosi panorami assorbono completamente coloro che sono realmente sensibili al valore della Natura.

Dal 2008 le linee ferroviarie dell’Albula e del Bernina, tra Thusis a Tirano, sono diventate Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO per lo straordinario esempio di abbinamento tra tecnologia e paesaggio d’alta montagna, e come ferrovia a scartamento ridotto più spettacolare del mondo. Su questa linea ferroviaria - che si avvale dell’ingegneria e della tecnologia più avanzate - transita il Bernina Express.

Che sia estate o inverno, la bellezzaci circonda lungo un percorso di 145 chilometri, che per oltre 4 ore fa il giro tra ghiacciai, gole vertiginose, magnifiche piane di lago, superando 196 ponti e 55 gallerie. Il piano più basso si trova a Tirano con 429 metri sul livello del mare e quello più alto, a 2’253 sul Passo del Bernina, ciò che classifica la Ferrovia Retica come la Trasversale alpina più alta d’Europa.

Il fiammeggiante Trenino Rosso risale per oltre 1800 metri attraversando il Cantone dei Grigioni, da Coira, a St. Moritz, all’Albula, valica il passo del Bernina, poi percorre la Valposchiavo e la Val di Pila. Infine eccoci a Brusio, sul viadotto a forma elicoidale, mirabile opera ingegneristica, capace di una curva a 360 gradi con un dislivello di 30 metri tra Brusio e Campocologno. Il viaggio prosegue per 2,5 chilometri in territorio italiano, in Valtellina, con fermata a Tirano. Ci dice il responsabile delle Ferrovie Retiche in Italia, Enrico Bernasconi: «La Ferrovia Retica collabora da anni con la Valtellina e la Provincia di Sondrio, per cui siamo contenti di questa “internazionalità”.

Il Bernina Express è da sempre molto amato e non solo dagli svizzeri...

«Abbiamo circa un milione di passeggeri all'anno. Oltre che dalla Svizzera, arrivano dalla Germania e dall’Italia, e sempre più arrivano anche dal resto del mondo».

Oltre a compiere l’intero tragitto sul Bernina, cosa trova il turista che volesse soggiornare lungo il percorso?

«Ci sono attrazioni davvero per tutti i gusti. In Valposchiavo si conoscerà la realtà culturale e gastronomica, eccezionale, del Grigioni italiano. Ad Alp Grüm c’è il panorama sui ghiacciai e il silenziodella montagna. In Engadina ci troviamo in una delle regioni turistiche più conosciute e attrezzate a livello europeo. La Valle dell’Albula merita alcune soste e magari qualche percorso a piedi. A Coira siamo nella Capitale grigionese, la più antica città della Svizzera, il centro storico è da non perdere! Direi che da Coira a Tirano non c’è che l’imbarazzo della scelta…».

Annamaria Lorefice

 

Giornico, Chiesa di San Nicolao
Giornico, Chiesa di San Nicolao

LE MISTERIOSE SCULTURE DEL MONUMENTO IN STILE ROMANICO PIÙ IMPORTANTE DEL CANTON TICINO: LA CHIESA DI SAN NICOLAO A GIORNICO

 

La chiesa San Nicolao a Giornico è una delle testimonianze più rappresentative del romanico in terra ticinese. L’architettura rigorosa e nobile arricchita da misteriose sculture, gli spazi silenziosi e austeri dell’abside e della cripta e gli affreschi quattrocenteschi rendono questa chiesa preziosa. L’itinerario invita a scoprire il fascino antico di questo monumento e propone, a complemento, un breve percorso nel borgo leventinese. Giornico, posto sulla via di transito del San Gottardo, fu testimone di importanti momenti storici e di essi conserva memorie nel suo scenografico territorio attraversato dal fiume che si divide in due rami formando un isolotto nell’abitato. A due passi da San Nicolao si trova la prima chiesa sorta nel borgo, San Michele, riedificata in epoca barocca; al suo interno un particolare e interessante altare gotico di origine nordica. Seguendo la segnaletica turistica (ogni monumento è ben indicato) si attraversa un ponticello a gobba d’asino al cui termine sorge una cappella e si giunge alla piccola isola, che ospita alcune case e un simpatico grotto affacciato sul fiume.

Un secondo ponte conduce sull’altro versante, dove sorge casa Stanga, un tempo locanda, ora sede del Museo di Leventina. Poco oltre la cantonale si trova la Torre di Attone, attualmente ingabbiata in vista dei restauri.

Proseguendo verso nord s’incontra il monumento commemorativo della battaglia “dei Sassi grossi” del 1478, in cui le truppe leventinesi e urane vinsero l’esercito milanese; da allora la Leventina passò sotto il dominio di Uri.

Ci si porta di nuovo sul versante destro varcando l’alto ponte carrozzabile e si sale verso

la collina dove sorgeva una fortezza, concludendo l’itinerario presso la bella chiesa di S. Maria del Castello. La regione di Giornico è pure conosciuta per i vigneti ed i suoi pregiati vini: raccomandabile una sosta a Rodai, all’ingresso sud del villaggio, dove ai piedi della montagna alcuni grotti offrono frescura e ristoro.

 

 

Alcune delle numerose figure misteriose che emergono in vari punti della chiesa San Nicolao.

 

Foto a fianco: Leone stiloforo nel portale principale.

Sotto a sinistra: Ricorda un elefante questa scultura zoomorfa alla base della facciata.

Foto al centro: Un coniglio.

A destra: Uno strano uomo barbuto in una mensola del portale secondario.

Leventina Turismo

CH-6780 Airolo

Tel. +41 (0)91 869 15 33

Fax +41 (0)91 869 26 42

 

Segnalazione tratta da Ticino Turisno "il Ticino contempalativo" www.ticino-tourism.ch

 

PER CHI NON AMA IL PRATO INGLESE: PODERE SAN DOMENICO, DA JUDITTA, AREZZO. PREZZI PER FAMIGLIE E TANTO VERDE NATURALE

 

SOGGIORNARE - Judith è una svizzera trapiantata in Toscana da molti anni. Il suo desiderio era vivere in quella zona e ci è riuscita. Ha ristrutturato con tanta devozione un rustico disastrato e ne ha fatto l'agriturismo più genuino che io abbia conosciuto: ha, come suol dirsi, un valore aggiunto. Sembra di essere realmente a casa propria. Sembra ogni volta di andare a trovare la zia che abita in campagna e si sprofonda davvero in quella vita lì, allegra e profumata di alberi, terra e pane. Quando si ritorna in città, si ricorda tutto di quel soggiorno e rimangono a lungo impressi odori e colori del Podere San Domenico.

Si capisce che per lei la natura... al naturale è un concetto importante. Cosa la ispira a vivere in questo mondo così lontano dalla massa?

«Ero e sono ancora una grande ammiratrice degli Indiani dell'America. Il loro rispetto per la natura e il coraggio di questi popoli per me sono stati essenziali e un grande esempio di stile di vita».

Qui non ci si sente clienti ma persone, anche questo è importante per lei?

«Amo i miei ospiti, perché amano la natura di questo mio podere e danno la preferenza alla tranquillità, lontano dal traffico, invece che ai falsi servizi di piatti stile country made in China, al prato inglese o alla piscina. Si trovano sempre bene a casa mia e sono sempre benvenuti. La ricchezza naturale di questo posto in mezzo ai boschi offre tanti motivi per fotoamatori, per passeggiate, ciclismo. Poi c'è il tour delle città più famose … E, aspetto non da poco, le spese di alloggio sono moderate, specie in alcuni periodi dell'anno, dove per esempio 1 settimana per 2 persone costa € 350.00 e per i lettori di Goodlyswiss € 300.00!».

Per chi ama il piacere etico c'è posto da lei, diciamolo...

«E' il benvenuto. Purtroppo, eliminare dal menù l'alimentazione a base animale, vorrebbe dire per me chiudere in breve tempo, dato che la maggior parte degli ospiti non ha ancora fatto questa scelta. Tuttavia, ripeto, tutti i vegan troveranno pietanze saporite e assolutamente corrette dal punto di vista etico».

Annamaria Lorefice

Judith Walder-Kunz / San Domenico 37

I-52016 Salutio-Castel Focognano AR

Tel. +39 0575 59 12 57/ Cell. +334 251 55 63

e-mail: goodlyswiss

 

ENTRARE NELLA CAVERNA DEGLI ORSI, UNO STRANO EFFETTO

 

Informazioni

Distanza: 1.8 Km

Dislivello: 20 m

Durata: 1.5 h

Altitudine massima: 1601 m slm.

Internet: www.montegeneroso.ch

Internet: www.mendrisiottotourism.ch

 

Partenza

Monte Generoso, stazione

Luoghi situati lungo il percorso

Stne. Monte Generoso - Grotta dell'orso

Indicazioni

La caverna con i suoi preziosi ritrovamenti si trova a ca. 30 minuti di cammino dal ristorante della Vetta. Prima di partire per la grotta si acquista il biglietto d’entrata presso la biglietteria di Capolago o la cassa del Selfservice del ristorante Vetta. La guida attende alla grotta.

 

Agibilità indicativa: maggio e ottobre per gruppi su riservazione / giugno – settembre per individuali e gruppi

 

GITE - Grotta .  Monte Generoso . Ticino

Fa uno strano effetto pensare che sulla montagna più alta del Sottoceneri c'erano gli orsi. Sì, proprio gli Orsi delle caverne... Abitavano in una caverna del Monte Generoso che, come dice il sito del locale Ente turistico: "... è stata scoperta nel 1988". Era il luogo dove passava gli inverni l'Ursus spelaeus, estinto circa 20.000 anni or sono.

"Situata nel massiccio del monte Generoso, per natura luogo ideale per la formazione di cavità, nella stessa si sono ritrovati gli ossi di almeno 300 orsi, di varie età, datati tra i 35.000 e i 45.000 anni.

Durante gli scavi dell'estate 2003 sono stati ritrovati degli attrezzi, e pezzi di attrezzi che riconducono all'uomo di Neandertal,

I Ricercatori dell'Università degli studi di Milano che fungono anche da guida sono fiduciosi di portare alla luce altri resti dell'uomo di Neandertal".

Anche la direttrice dell'Ente Turstico Mendrisiotto e Basso Ceresio, Nadia Lupi, intende tornare presto nella Grotta dell'Orso, prima che finisca il mese di settembre, dato che, dopo la grotta è inaccessibile: «Sono trascorsi ornai un paio d'anni dall'ultima mia visita, mentre mio figlio c'è andato di recente con la scuola».

Cosa colpisce mentre si è nella caverna? «Il fatto che un tempo “gli orsi”... abitassero così “vicino” a noi».

Perché settembre è la data ultima per visitare la caverna? «Perché la Grotta dell’orso è visitabile unicamente quando i responsabili dell’Uni di Milano sono presenti e quindi garantiscono la sicurezza di tutti e forniscono anche dettagliate risposte alle domande dei visitatori».

www.mendrisiottoturismo.ch

 

COLLEZIONE DI EX VOTO PER LE SCAMPATE DISGRAZIE DEI CONTADINI

SANTA MARIA DEI MIRACOLI, UNA SPLENDIDA GITA A MAGGIA

 

Maggia – Vallemaggia – Ticino

Tempo di percorrenza a piedi: 2-3 ore, adatto a tutti

I mesi migliori: da maggio a ottobre

 

GITA - Segnalazioni - La tradizione dell’ex voto è ben radicata in Valle Maggia anche grazie all’opera dell’artista locale Giovanni Antonio Vanoni, che nell’Ottocento ne dipinse un gran numero. L’itinerario propone la scoperta della bella serie di quadri votivi custoditi in Santa Maria a Maggia e un virtuale percorso nella vita contadina d’un tempo rappresentata in questi dipinti. Il punto di partenza è costituito da Santa Maria delle Grazie: in questa chiesa, notevolissima anche per i suoi affreschi, si trova una vera e propria collezione di ex voto, per lo più raffiguranti pericoli e disgrazie legate ai lavori agro-pastorali. Un affresco di un passato rurale che viene ripreso e spiegato dalla ricca esposizione del Museo etnografico valmaggese situato nella bella casa Franzoni a Cevio. Si propone, sulla scia dei dipinti vanoniani, di prestare particolare attenzione alle sale dedicate alla condizione femminile nell’Ottocento. Oltre a svolgere innumerevoli lavori in casa, nei campi, sui monti, la donna contadina sostituiva gli uomini di famiglia emigrati e conduceva una vita di fatiche impensabili, esposta a mille pericoli.

Sono visibili anche alcune tavole che attestano una Grazia Ricevuta: due legati al parto e uno alla flottazione del legname. Se l’ex voto racconta un lieto fine, il tema della morte – con cui il contadino di montagna abituato al pericolo sembra avere una certa familiarità – si fa strada nel percorso museale attraverso le croci in ferro che segnano i luoghi delle disgrazie, lo stendardo dei morti di Vanoni, i calchi dell’ossario di Coglio.

Si consiglia di raggiungere poi la chiesa di San Giovanni Battista, che con la robusta torre campanaria e l’ossario costituisce un bell’insieme architettonico.

Si conclude con una visita alla frazione di Boschetto, che ha conservato l’aspetto rurale del Sette-Ottocento ed è raggiungibile attraverso una strada che parte nei pressi del ponte sulla Rovana.

Grazie ad una fondazione, da alcuni anni si sta lavorando a un progetto di recupero di carraie e terreni.

 

Di particolare interesse: il nucleo antico di Cevio, con la piazza che conserva edifici storici, tra cui il pretorio, arricchito da numerosi stemmi appartenuti ai balivi che nei secoli XVII-XVIII governarono il borgo, e casa Respini, con un magnifico portale decorato da stucchi ed affreschi.

Museo etnografico valmaggese, situato in due antichi palazzi borghesi. Nella bella casa Franzoni è presentata un’ampia testimonianza del passato della valle (storia, attività rurali, ciclo della vita) con particolare attenzione al tema della pietra, dell’acqua e al ruolo della donna nella civiltà contadina. Nella seconda sede espositiva, casa Respini-Moretti, sono Moghegno. Aprile-ottobre, martedì-sabato 10-12 e 14-18, domenica 14-18.

Chiesa di S. Giovanni Battista, menzionata nel 1253 e ricostruita tra il secolo XVII e XIX.

Ossario, con affreschi allegorici sul tema della morte (1741).

Nucleo di Boschetto, frazione di Cevio che ha conservato l’aspetto settecentesco tipicamente rurale.

 

Vallemaggia Turismo

CH-6673 Maggia

Tel. +41 (0)91 753 18 85

Fax +41 (0)91 753 22 12


 

Segnalazione tratta da Ticino Turisno "il Ticino contempalativo" www.ticino-tourism.ch

 

QUEI MERAVIGLIOSI "PAESAGGI TRASCURATI". 

GITA EMOZIONAL-CULTURALE

CON GLI ARCHITETTI MARINO CATTANEO E MAURO MORDASINI

 

GITE - Laghetti .  Valle Onsernone . Ticino 


Escursione guidata - Interazioni uomo-ambiente, la Val Onsernone

Inizia l’autunno e l’Associazione Svizzera per la Costruzione Bio-Ecologica (ASCB) ha riproposto con successo un incontro conviviale, che ha permesso agli animi di rilassarsi e nel contempo carpire informazioni ed evoluzioni del nostro territorio in compagnia e sana allegria. 

Scarica il pdf per tutti i dettagli di questa gita

 

ASCB informa reduce.pdf
Documento Adobe Acrobat 147.4 KB

PiacerEtica informa

Cosa ne dice la dott.sa Michela De Petris?

Michela De Petris, Medico chirurgo e nutrizionista all'Ospedale San Raffaele di Milano

LA DOTT.A DE PETRIS VA AL RISTORANTE... Leggi tutto a pag. 2 Ristoranti


LA MESSA  IN SCENA DELLA LUCE NON SI FERMA DI FRONTE ALLE ALPI

 

Per il suo 150° anniversario, il Club Alpino Svizzero (CAS) lascerà mettere in scena l’illuminazione di 25 delle sue capanne da un artista della luce... Leggi tutto nei COMUNICATI STAMPA 

 

 

 

 


 

Leggi tutto a pag.6 Ecopress

Dopo la trasmissione de La 7 del 12 ottobre 2012 su INQUINAMENTO LUMINOSO e OPERAZIONE CIELI BUI

 

@Mail aperta: “C’era una volta Enrico Vaime”

 

Cortese Signor Enrico Vaime,

 

 

che shock! Da un uomo intelligente e fine intellettuale quale è lei, non mi sarei mia aspettata... Leggi tutto a pag 6 Ecopress

 

UNA CASA PASSIVA, BIOECOLOGICA, CLASSE A...

SENZA VENTILAZIONE CONTROLLATA. È POSSIBILE?


di Luca Giordano, ingegnere, Lugano

Leggi tutto a pag 4 Casa sana


"HO PENSATO A UNA COSA BRUTTA... INVECE ERA SOLO UNA VEGANA"

 

Con here YES VEG ai festeggiamenti del sito www-ch-ti.ch 

La serata si è svolta nell'elegante Albergo Faido, dove Goodlyswiss il sito sostenitore dell'iniziativaYES VEG, ha raccolto qualche divertente e insolito commento tra gli astanti... Leggi tutto  apag. 6 Ecopress

 


OGGI CHIUNQUE PUÒ PERMETTERSI L’ACQUA SANITARIA RISCALDATA DAL SOLE


Grazie alle agevolazioni fiscali, ai contributi di promozione e alle spese di riscaldamento inferiori, un impianto solare si ammortizza spesso da sé. E il sole non manda bollette... Leggi tutto a pag. 4 Casa sana

 

 

Su Gheddafi

 Precisazione: citiamo "Gheddafi" nei nostri articoli qui sotto, ben sapendo che tutto è possibile, e che semmai venisse fuori fra qualche tempo che si trattava di persona diversa, il contenuto non cambierebbe, di chiunque fosse il corpo. 

 

Ancora su Gheddafi

UN RETTANGOLINO DI TROPPO.

MI PIACE? Di Annamaria Lorefice Leggi tutto a pag. 6 Ecopress

 

GHEDDAFI E LA MACELLERIA MEDIATICA. Di Nicola Colotti  Leggi tutto a pag. 6 Ecopress

www.ch-ti.ch


Intervista a Roberto Bosia 


"Desideriamo essere un supporto comunicativo per chi opera a favore del prossimo..." 

Leggi a pag. 6 Ecopress

 

11 11 2011 

All'Albergo Faido

IL GRANDE EVENTO DELLA TESTATA ON LINE 

www.ch-ti.ch 

 

Leggi in Comunicati stampa


 

 

DAGLI ADDOSSO AI GENITORI VEGANI: I MEDIA DANNO UNA MANO. NELLA DIREZIONE SBAGLIATA

Un articolo su Ticinonline parla dei pericoli dell'alimentazione vegana, riportando il "caso" di un bambino vittima di una coppia di genitori "scellerati" vegani... Leggi tutto a pag. 6 Ecopress

18 MILIONI GLI ANIMALI SALVATI DALLA VIVISEZIONE CON UN IMPEGNO CHE PARTE DAL CANTON TICINO Leggi tutto a pag.6 Ecopress

CAMBIARE? SI PUÒ. QUATTRO SPECIALISTI LO HANNO DIMOSTRATO IN UN CONVEGNO SULL'ALIMENTAZIONE A LUGANO

 

Lugano (15 ottobre 2011) - Un'ovazione ai quattro specialisti di alto livello scientifico – Massimo Tettamanti, Michela De Petris, Luciano Proietti e Luisa Mondo - che hanno conquistato il pubblico presente nell'Anfiteatro dell'Università della Svizzera Italiana. Arguti nel presentare i dati, efficaci nel fornire soluzioni chiare a quanti desiderano cambiare abitudini alimentari per il benessere del Pianeta e per il proprio... Leggi tutto a pag. 6 Ecopress

 

UNIAMOCI TUTTI CONTRO LA VIVISEZIONE

 

FIRMIAMO QUI CONTRO L'ORRORE

 

IL CASALINGO

I MASCHI DEL 2000?

SARANNO DEI PERFETTI

CASALINGHI

 

Ecopress

 

Diventare Vegan? Un facile percorso per capire il perché, ma soprattutto il COME di questa scelta! 

www.vegfacile.info/